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AFRICA/SUDAN - Torture e maltrattamenti sui cristiani, costretti a rinunciare alla fede

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Posted on: 11/07/18
Khartoum - Il governo del Sudan deve indagare urgentemente sulla denuncia di torture e maltrattamenti inflitti a 9 cittadini cristiani detenuti dai Servizi nazionali di sicurezza, dopo accuse di apostasia. Lo chiede il Centro africano per gli studi sulla giustizia e la pace , invitando inoltre ad abbandonare le accuse di apostasia contro un Pastore cristiano protestante del Darfur, ad assicurare il rispetto dei diritti religiosi e garantire la libertà di credo per ogni cittadino, come previsto dalla Costituzione ad interim del 2005.
Il 13 ottobre 2018, i servizi nazionali di sicurezza di Nyala, nel Sud del Darfur, hanno arrestato 12 fedeli di una Chiesa cristiana locale a Nyala. Tre dei 12 cristiani provengono dalla trib√Ļ Nuba del Sud Kordofan, e sono stati rilasciati dopo 2 ore. I rimanenti 9, originari del Darfur, sono stati detenuti per 5 giorni. Il 21 ottobre 2018, 8 dei 9 cristiani del Darfur sono stati rilasciati dopo aver dovuto rinunciare alla fede cristiana e annunciare di aver abbracciato l'Islam. Prima del loro rilascio, sono stati accusati del reato di "disturbo della quiete pubblica". Il Pastore che era tra loro √® stato formalmente accusato di apostasia ai sensi dell'articolo 126 del Criminal Act del 1991, dopo aver rifiutato di convertirsi all'Islam, ed √® stato rilasciato su cauzione il 22 ottobre 2018.
Come hanno riferito i cristiani, durante la detenzione sono stati sottoposti a torture e maltrattamenti. A causa dei maltrattamenti, quattro di loro hanno riportato gravi ferite e devono trasferirsi a Khartoum per cure e trattamenti sanitari.
Come riferito a Fides, l'ACJPS esprime forte preoccupazione per la imputazione di apostasia e la possibilità di comminare la pena capitale a quanti sono riconosciuti colpevoli di apostasia. L'ACJPS rileva inoltre l'applicazione discriminatoria della legislazione da parte delle autorità nei confronti dei cittadini sudanesi non musulmani.



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